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Fine vita, prove tecniche di accordo in regione: spunta una nuova legge della Lega

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di Martina Zambon

Dopo lo stallo in Parlamento, allo studio un testo da condividere con l’opposizione

Fine vita, domani sarebbe dovuto essere il D-Day, la data in cui la legge nazionale sul suicidio medicalmente assistito, più e più volte sollecitata dalla Corte Costituzionale, si sarebbe dovuta incardinare in Parlamento. Ormai è chiaro a tutti, però, con la richiesta di rinvio in commissione del testo Zanettin-Zullo (FI e FdI), che la legge sarà inghiottita dalle sabbie mobili di fine legislatura nonostante gli sforzi degli azzurri, fra cui il vicentino Pierantonio Zanettin, sotto la spinta, convinta, di Marina Berlusconi e Stefania Craxi, neo capogruppo FI a palazzo Madama.

I riflettori, forzatamente, tornano a puntarsi sulle Regioni e sotto la calma apparente di posizioni che apparivano, fino a ieri, granitiche, qualcosa si muove. C’è chi scommette sulla convergenza del presidente Alberto Stefani sulla proposta di Liberi Subito (debitamente emendata) un po’ com’è successo con la norma sui caregiver e, addirittura, si parla di una mediazione potenzialmente clamorosa: una nuova legge regionale in fase di elaborazione in casa Lega, col placet di Stefani stesso. Contenuto ancora top secret ma, pare, sulla falsariga della legge bocciata due anni fa, tolti i riferimenti temporali

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