
di Francesco Battistini
La scrittrice, italo-israeliana, ha perso un figlio in Libano e manifestato per il ritiro di Israele: domenica una telefonata, la domanda «Non ti penti?» e la trasmissione in tv a sua insaputa
Domenica la scrittrice italo-israeliana Manuela Dviri ha ricevuto una strana telefonata. «Un certo Meir. Non mi ha spiegato chi fosse. Mi ha solo chiesto se non avessi rimorsi per ciò che avevo fatto nel 1998: quando in Libano avevo perso un figlio, soldato di leva, e col Movimento delle 4 Madri avevo lottato perché l’esercito israeliano si ritirasse. «Certo che non ho rimorsi — gli ho risposto — ma chi sei tu per chiedermelo?». Poche ore dopo ho scoperto d’essere stata registrata, a mia insaputa, e mandata in onda su Channel 14, una tv vicina a Netanyahu».
La destra israeliana lo dice: l’arrivo di Hezbollah prova che ritirarsi fu un errore…
«Dicono: se non fossero esistite le 4 Madri, saremmo rimasti in Libano e non ci saremmo dovuti tornare. Una follia! È dunque colpa nostra, se oggi muoiono i soldati israeliani? Fu il cielo a volere che nel 2000 ci ritirassimo. Anche perché poi ci siamo tornati nel 2006 e nel 2023. La




