Nei corridoi istituzionali di Bruxelles e nei ministeri di mezza Europa si discute costantemente di transizione ecologica, Garanzia Ue per l’infanzia e lotta all’obesità infantile. Eppure, il luogo in cui queste strategie di alto livello si scontrano con la realtà non è un’aula parlamentare, ma la stanza più rumorosa e complessa di qualsiasi istituto: la mensa scolastica. Oggi la ristorazione collettiva si trova al centro di una tempesta perfetta.

La mensa scolastica è il primo luogo di educazione alimentare per milioni di studenti europei
Da un lato, la spinta scientifica e politica verso menu rigorosamente salutisti, sostenibili e privi di alimenti ultra-processati; dall’altro, la drammatica tenuta economica delle aziende del settore, strozzate da bandi al massimo ribasso, inflazione e un oggettivo problema di gradimento da parte degli studenti. Il caso esploso nel Regno Unito e i recenti dati europei tracciano una linea di demarcazione netta: senza investimenti strutturali, la rivoluzione nei piatti dei più piccoli rischia di rimanere un’utopia sulla carta.
Il “fronte inglese”: la rivolta dei catering contro i menu ideologici
A sollevare il velo sulle ipocrisie del sistema è stata una dura presa di posizione delle società di ristorazione britanniche, raccontata in un’inchiesta del The Guardian. Il governo




