
Per chiudere con un rosso intorno ai 30 milioni, ci vorranno le plusvalenze derivanti da qualche cessione (Baldanzi, Kumbulla) e dalle entrate garantite dal terzo posto e dalla Champions. La cessione di un top (Ndicka?) per i Friedkin sarà soltanto estrema
Giugno, mesi di conti e bilanci da chiudere. Ma anche di prospettive nuove e di sospiri di sollievo grazie a una finale di stagione da applausi. La Roma si appresta ad affrontare l’ultimo tratto che chiuderà, al 30 giugno prossimo, il seetlment agreement con l’Uefa e permetterà ai Friedkin di avere maggiore libertà sul mercato. Un accordo stipulato quattro anni fa e con cui il club si impegnava a rimettere i conti in ordine, ridurre le perdite entro limiti accettabili e tornare finalmente sostenibile dopo gli anni della gestione Pallotta.
situazione—
La perdita complessiva del triennio non può superare i 60 milioni. Oltre quella soglia, neppure gli aumenti di capitale possono salvare la situazione. E se lo sforamento dovesse essere più grande scatterebbero le sanzioni sportive: riduzione della rosa o (nei casi più gravi, vedi Marsiglia) esclusione dalle coppe europee. Se la Roma chiuderà l’ultimo bilancio con un rosso tra 25 e 30 milioni (scenario non irrealistico nella




