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Geico diversifica e punta anche alla nautica con la manutenzione degli scafi del trasporto pubblico di Venezia

di Emily Capozucca

La diversificazione del gruppo che si occupa di verniciatura delle scocche automobilistiche. Arabnia: «Vogliamo passare da un business legato alle commesse a uno più continuativo»

Diversificare per resistere alla crisi dell’automotive senza rinunciare al proprio Dna industriale. È la strategia scelta da Geico, gruppo di Cinisello Balsamo leader mondiale nella progettazione e realizzazione di impianti “chiavi in mano” per il trattamento delle superfici e la verniciatura delle scocche automobilistiche. Una realtà da circa 150 milioni di euro di fatturato medio annuo, 130 dipendenti e un Ebitda del 10%, che oggi guarda al mare per bilanciare la volatilità del settore auto.
«La situazione geopolitica e la crisi dell’automotive ci stanno pesando molto», spiega Daryush Arabnia, amministratore delegato della società fondata dal nonno materno. Il modello della società è infatti legato a poche grandi commesse: «Viviamo di due o tre progetti importanti all’anno: se li chiudi, sistemi l’esercizio. Ma resti esposto a forti oscillazioni».
Da qui la scelta di aprire nuove direttrici industriali. Non un allontanamento dall’auto, ma un’estensione del know-how sviluppato in oltre sessant’anni di attività. «La verniciatura della scocca è probabilmente la cosa più complessa che esista nel nostro settore. Proprio per questo ci siamo chiesti

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