Nell’ambito delle attività culturali organizzate a Villa Ardizzone di Catania – raro esempio di eclettismo Liberty della città di inizio Novecento – l’atmosfera leggera e sognante della Belle Époque si è trasformata nel contesto ideale per rievocare il mondo dei pittori impressionisti. La serata ha preso le mosse dalla Francia del 1870, un periodo segnato da conformismo, ordine e decoro, almeno fino allo scoppio della guerra franco-prussiana. Fu proprio in quel contesto che gli impressionisti introdussero una vera rivoluzione sociale e culturale, aprendo la strada alla modernità del pensiero, inizialmente percepita persino come un pericolo.

Villa Ardizzone è uno dei più rari esempi Liberty catanesi novecenteschi
Dalla critica a Monet alla nascita dell’Impressionismo
Da una parola usata in senso dispregiativo dal critico d’arte Louis Leroy per definire il dipinto di un allora semi sconosciuto Claude Monet, “Impression, Soleil Levant”, nacque infatti un movimento estetico destinato a rompere con i canoni classici e a influenzare tutte le arti, dalla pittura alla musica, fino alla letteratura. La realtà, per gli impressionisti, era qualcosa di sfuggente e mutevole: l’artista doveva coglierne l’essenza, rappresentando l’attimo e i continui effetti della luce naturale su persone, oggetti e paesaggi.
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