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Mutui, perché con la guerra in Medio Oriente costano di più (e le banche centrali non hanno ancora toccato i tassi)

di Gianluca Mercuri

Dal mercato americano al Regno Unito fino all’Italia, il costo dei mutui aumenta ancora prima delle mosse delle banche centrali: gli istituti di credito si stanno portando avanti. Negli Usa tassi al 6%

Prima ancora che le banche centrali alzino i tassi per contrastare le spinte inflazionistiche legate alla guerra in Medio Oriente, gli istituti di credito si stanno portando avanti: i mutui aumentano sia in Europa sia in America.
L’allarme è alto al punto da spingere il Financial Times a dedicare al tema l’apertura per diverse ore. L’attenzione massima è sugli Stati Uniti, dove (come ha scritto Elena Tebano nei giorni scorsi) i tassi sui mutui trentennali hanno raggiunto il 6,37%, rispetto al 5,98% registrato al momento dell’inizio dei bombardamenti sull’Iran, il 28 febbraio. Un rialzo che ha vanificato il ciclo di tre tagli dei tassi di un quarto di punto avviato dalla Federal Reserve in autunno.

Cosa sta succedendo negli Stati Uniti

La situazione americana è complicata dal fatto che le difficoltà precedono la guerra, dato che l’offerta immobiliare era già carente prima che il blocco dello stretto di Hormuz gonfiasse i prezzi del petrolio. Se prima della crisi finanziaria del 2008 erano

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