di Gabriele Petrucciani
Nonostante i dubbi sulla Transizione energetica, le aziende che la applicano sono in vantaggio. E anche la finanza verde attira molti consensi. I dati del rapporto Asvis
Gli obiettivi e le aziende
L’Italia rischia di mancare gran parte degli obiettivi fissati dall’Agenda 2030, mentre guerre, crisi energetiche e tensioni geopolitiche stanno rallentando la transizione sostenibile in Europa. Eppure, proprio nel momento in cui la sostenibilità viene descritta da una parte della politica e del mondo delle imprese come un costo o un vincolo, i dati raccontano un’altra storia: le imprese che investono in sostenibilità crescono di più, la finanza Esg continua ad aumentare e famiglie e giovani continuano a considerare prioritari gli obiettivi ambientali e sociali.
È il quadro tracciato dal Rapporto di Primavera 2026 di Asvis (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile), presentato a Milano durante l’apertura del Festival dello Sviluppo Sostenibile. Secondo le previsioni elaborate da Prometeia e Asvis, solo 11 dei 38 obiettivi quantitativi analizzati risultano raggiungibili entro il 2030. Tra i dati più critici ci sono il tasso di occupazione, previsto al 71,2% contro il target europeo del 78%, la quota di energia rinnovabile al 29,4% rispetto al 42,5% previsto dal




