Home / Economia / Albini, 150 anni di tessile: le camicie di re Carlo, le griffe e quel riscatto pagato per salvare Piero

Albini, 150 anni di tessile: le camicie di re Carlo, le griffe e quel riscatto pagato per salvare Piero

image

di Donatella Tiraboschi

Fondato dall’ingegner Giovanni nel 1876, il Gruppo di Albino ha chiuso il 2025 con 150 milioni di ricavi. Parola d’ordine: «Qualità»

I campionari di fine Ottocento sono una meraviglia. Le fantasie rigate, i piccoli disegni, i tartan finissimi sono ancora attualissimi e nessuno, se sul grosso faldone che li raccoglie non fosse impressa la data, potrebbe sospettare che hanno attraversato un secolo e mezzo di vita. Sembra siano usciti oggi da un telaio, freschi per essere trasformati in una camicia dal taglio perfetto. La indosserebbe con orgoglio il fondatore di Albini Group, che da 150 anni sta facendo la storia del tessile italiano e della Val Seriana. Di Albino in particolare, dove si è impiantato ed è sempre rimasto, nel cuore di un paese che porta lo stesso nome della dinastia industriale.

Omonimia perfetta quella degli Albini ad Albino. Gente originaria dell’Alto Milanese arrivata in valle, che sapeva guardare avanti, come aveva fatto, appunto, ai primi del Novecento il patron, l’ingegner Giovanni, che aveva già capito tutto in anticipo. Aveva saputo innovare, introducendo nello stabilimento di Desenzano macchinari all’avanguardia, si era garantito l’indipendenza energetica del plant produttivo, costruendo le centrali idroelettriche a Casnigo, Vertova

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: