Il memorabile 5-4 di ieri nella partita di calcio tra Paris Saint Germain (PSG) e Bayern Monaco è un evento che quasi quasi sfida le leggi della probabilità. Prima di questa partita, infatti, un punteggio simile si era visto una sola volta in oltre 30 anni di “moderna” Champions League (l’erede della vecchia Coppa dei Campioni, insomma). In una semifinale, dove la tensione solitamente “chiude” le difese, abbiamo assistito a un’anomalia: un gol ogni 10 minuti. Quando la struttura tattica salta in questo modo, si può provare a cercare la spiegazione (anche) oltre il campo, nei meccanismi di gestione dello stress degli atleti.
Il sovraccarico dei processi decisionali (la “decision fatigue”)
In una partita normale un difensore d’élite si affida a schemi motori e decisionali consolidati. Ma quando il ritmo diventa frenetico e il risultato cambia con questa velocità, il cervello può entrare in uno stato di sovraccarico cognitivo.
Uno studio del 2023 pubblicato su Psychology of Sport and Exercise analizza come la fatica mentale riduca la capacità di inibire le risposte istintive a favore di quelle tattiche. Sotto una pressione estrema il difensore smette di




