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Anedonia: l’altra faccia della depressione

di Cesare Peccarisi

È l’incapacità di provare gioia. Ora uno studio proprone un trattamento che utilizza esercizi volti a rieducare il modo in cui il cervello apprende da ciò che gli accade nella vita in modo da anticipare sensazioni gratificanti

L’anedonia, cioè l’incapacità di provare gioia, può essere considerata l’altra faccia della depressione. Se la depressione è il costante sentimento negativo di tristezza che pervade la vita  l’anedonia ne è la parte trascurata che da sempre ha portato a curare il mal di vivere cercando di eliminare solo la tristezza.
Uno studio dei ricercatori delle Università di Dallas e Los Angeles diretti da Alicia Meuret appena pubblicato su JAMA indica invece che l’aspetto più insidioso della depressione non è l’emozione negativa in sé, bensì l’assenza di emozioni positive, cioè l’incapacità di provare gioia

 I ricercatori americani hanno elaborato un metodo chiamato PAT, acronimo di positive affective treatment, cioè trattamento affettivo positivo che utilizza esercizi volti a rieducare il modo in cui il cervello apprende da ciò che gli accade nella vita in modo da anticipare sensazioni gratificanti.
In 15 sedute i pazienti imparano a non concentrarsi solo sulla «risoluzione» della tristezza, ma a focalizzarsi esclusivamente sulla capacità del cervello

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