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Trapianti: l’infusione che elimina il rigetto

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È possibile istruire in anticipo il sistema immunitario di chi sta per ricevere un trapianto, così da indurlo a riconoscere l’organo che riceverà come proprio, senza respingerlo?

La sperimentazione clinica di una terapia di preparazione immunitaria di pazienti in procinto di ricevere un trapianto di fegato da donatori viventi ha permesso a un buon numero di essi di interrompere la somministrazione di farmaci immunosoppressori dopo un anno dall’intervento. Un risultato che incoraggia a esplorare questa opzione, con un obiettivo: arrivare alla tolleranza immunologica verso gli organi trapiantati, riducendo la necessità di assumere farmaci anti-rigetto a vita.

Nello studio, pubblicato su Nature Communications, un gruppo di scienziati dell’Università di Pittsburgh ha dimostrato che un’infusione di cellule immunitarie derivate dal donatore in pazienti in procinto di sottoporsi a questa forma di trapianto di fegato ha permesso – in alcuni pazienti idonei – di raggiungere una sospensione di farmaci immunosoppressori per un periodo di tempo di una durata superiore ai tre anni.

Imparare ad accettare l’organo

Il trapianto di fegato da donatore vivente sfrutta la naturale capacità del fegato di rigenerarsi completamente, sia in un donatore che ne ceda una porzione, sia in un ricevente che la

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