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Marte: Curiosity trova i mattoni della vita

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Ci sono voluti anni di analisi approfondite, ma il verdetto è finalmente arrivato: un frammento di roccia perforato e campionato dal rover Curiosity della NASA nel 2020 ha restituito la collezione più ricca di molecole organiche mai documentata sull’intero Pianeta Rosso. Su 21 composti contenenti carbonio identificati all’interno del campione, ben sette risultano essere stati rilevati per la prima volta nella storia dell’esplorazione marziana.

Marte aveva gli ingredienti giusti per ospitare la vita

Al momento, gli scienziati non sono in grado di stabilire con certezza se queste molecole organiche si siano originate attraverso processi di natura biologica o puramente geologica — entrambe le strade restano scientificamente plausibili. Ciò che la scoperta chiarisce senza margini di dubbio, però, è che l’antico Marte disponeva di un corredo chimico compatibile con le condizioni necessarie a sostenere la vita.

In aggiunta, questi composti si inseriscono in un catalogo in continua crescita di molecole in grado di sopravvivere per miliardi di anni all’interno delle rocce, resistendo anche all’intensa esposizione alle radiazioni che caratterizza il pianeta e che nel tempo ne favorisce la degradazione.

Lo scrigno del tesoro

I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Nature Communications. Il campione in

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