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«Dall’indeterminato al licenziamento in 2 anni», la protesta delle 20 lavoratrici del call center polizze sanitarie per Generali

di Sofia Francioni

Il sit-in sotto la Regione Piemonte organizzato da SìCobas: «Il motivo dello stop non sarebbe una crisi produttiva, ma il sistema degli appalti». Incontro tra assessorato, Generali e Gap Srl fissato per il 16 maggio

Giornata nera per 20 lavoratrici impiegate in un call center per l’assistenza alle polizze sanitarie per conto di Generali. Questa volta l’onda di licenziamenti, previsti dal 15 giugno, travolge una platea particolarmente fragile, radunata questa mattina, 28 aprile, sotto il grattacielo della Regione Piemonte. 

«Doccia fredda»

Donne, molte mamme monoreddito o lavoratrici intorno ai sessant’anni, per le quali la prospettiva di una nuova occupazione è tutt’altro che semplice. «Ci hanno licenziate, eppure» denuncia Roberta Prato «il lavoro non manca. Da tre anni garantiamo assistenza su pratiche sanitarie complesse, interfacciandoci con strutture mediche e gestendo clienti di primo piano per Generali, come Clero, Banca d’Italia, Associazione nazionale magistrati. Nel giugno 2024 ci hanno assunto con contratto a tempo indeterminato. Nonostante lo stipendio fosse basso, era comunque una sicurezza. Per tutte noi la notizia, annunciata a marzo, del licenziamento è stata una doccia fredda che non ci aspettavamo».

Assunti dalla cooperativa Pro&Out

Il paradosso, secondo il sindacato Si Cobas, sta qui: mentre

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