Le tensioni geopolitiche tornano a riflettersi anche sul turismo ad alta spesa. Tra i comparti più esposti c’è il wedding tourism, segmento che in Italia muove flussi rilevanti e che guarda con particolare attenzione al mercato statunitense, da cui proviene circa un terzo del valore complessivo del settore. Secondo una rilevazione dell’Osservatorio Italiano Destination Wedding Tourism di Jfc, gli effetti del conflitto in Medio Oriente potrebbero avere ripercussioni significative sulla domanda americana, incidendo non solo sulle scelte di destinazione, ma anche sulla programmazione degli eventi.

Crisi globale e wedding tourism: i matrimoni in Italia rischiano di rallentare
Il mercato Usa e il rischio frenata
«Il mercato americano rappresenta una componente strategica per il wedding tourism italiano e capire come le crisi internazionali influenzino questi flussi è oggi fondamentale», osserva Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc e direttore dell’Osservatorio. Secondo l’analisi, prima dell’aggravarsi dello scenario internazionale era prevista per il 2026 una flessione del fatturato contenuta, pari al 4,2%. Dopo il conflitto, però, il rischio stimato è ben più rilevante: una contrazione del 43,2%, con il valore del segmento che potrebbe scendere da oltre 486 milioni



