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Gli ultrasuoni illuminano il corpo dall’interno

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Una tecnica che sfrutta ultrasuoni e nanomateriali per generare emissioni luminose all’interno del corpo potrebbe un giorno essere utilizzata come base per terapie mediche non invasive, che sfruttino la luce per ridurre le infiammazioni, stimolare la crescita cellulare, attivare neuroni o uccidere patogeni. Un gruppo di scienziati dell’Università di Stanford ha usato gli ultrasuoni per eccitare nanostrutture iniettate nella circolazione sanguigna di topi e far emettere in risposta punti di luce. 

Grazie alla tecnica, descritta su Nature Materials, non solo è stato possibile produrre emissioni luminose non invasive nel cervello, nella colonna vertebrale, nell’intestino e nei muscoli degli animali; gli scienziati sono anche riusciti a stimolare diversi gruppi di neuroni nel cervello degli animali e modificare alcuni loro comportamenti.

Nanoparticelle in circolo

Gli ultrasuoni penetrano più in profondità nel corpo umano rispetto alla luce. Gli autori dello studio li hanno quindi usati per colpire in modo focalizzato nanomateriali ceramici, nanostrutture normalmente utilizzate nel settore industriale rivestite con un involucro biocompatibile e iniettate nei vasi sanguigni di alcuni topi. Questo tipo di materiale è stato scelto perché emette luce in risposta a sollecitazioni meccaniche, come quelle imprimibili dagli ultrasuoni.

L’obiettivo era far arrivare

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