
di Vito Fatiguso
Il piano voluto dall’ex governatore Emiliano va chiuso entro dicembre: interessa le linee di Ferrotramviaria, Fse, Ferrovie del Gargano e Fal
Una newco della Regione Puglia per gestire (e quantificare) il patrimonio ricevuto dallo Stato. Ovvero le linee ferroviarie locali, una realtà costituita da 750 chilometri di infrastruttura di collegamento. Ma il tempo stringe e senza la chiusura dell’operazione a inizio 2027 si rischia lo stop alla circolazione. Ecco che il sistema regionale delle ferrovie (dalla Ferrotramviaria alle Ferrovie del Sud Est, dalle Ferrovie Appulo Lucane alle Ferrovie del Gargano) chiede certezze. Infatti, la licenza per la gestione delle rispettive infrastrutture scadrà il prossimo 31 dicembre (mentre quella per l’organizzazione del servizio di trasporto è posticipata al 2033). Tutto nasce con la normativa che dispone lo sdoppiamento, appunto, tra gestione dell’infrastruttura e cura del servizio.
È il 2022 e la giunta Emiliano decide di optare per una soluzione in house dato che «è necessario scongiurare l’interruzione o il degrado prestazionale, anche in termini di sicurezza, del pubblico servizio di trasporto passeggeri per ferrovia» e perciò va «costituito un soggetto privatistico a totale partecipazione e sotto il controllo della Regione Puglia». Nel provvedimento, firmato dall’ex




