di Cristina Ravanelli
Attività fisica costante (almeno 5 volte alla settimana), sonno (6-8 ore a notte), attività ricreative (lettura, pittura): il corretto stile di vita è ancora più importante per le donne, che hanno un rischio maggiore di declino cognitivo
C’è una fase della vita in cui le donne assomigliano a certe eroine dei cartoni animati con i superpoteri: capaci di svolgere contemporaneamente più attività, si occupano delle esigenze di tutti, tenendo le fila dei propri impegni e di quelli del resto della famiglia. Non perdono (e quasi mai sbagliano) un colpo. Poi arriva la menopausa e cominciano le prime fragilità: nebbia cognitiva (brain fog), difficoltà di concentrazione, insonnia, ansia, depressione.
Secondo uno studio britannico, pubblicato sulla rivista Psychological Medicine, la fine dell’età fertile è collegata a cambiamenti cerebrali simili a quelli osservati nell’Alzheimer: la perdita di materia grigia nelle aree coinvolte con la memoria e le emozioni potrebbe in parte spiegare perché sono generalmente a maggior rischio di demenza rispetto agli uomini.
La ricerca ha valutato l’impatto della terapia ormonale sostitutiva (Tso) sulla salute mentale, sulle funzioni cognitive e sulla struttura cerebrale su un campione di circa 125mila donne tra i 40 e i 69 anni. Il risultato




