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Diesel alle stelle, +20% in due mesi: stangata da 1,5 miliardi sull’autotrasporto

di Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Il caro diesel erode i margini del settore: tariffe basse al Sud, viaggi a vuoto e pagamenti fino a 120 giorni mettono a rischio la tenuta delle imprese, mentre si avvicina il fermo di fine maggio

Due mesi sono bastati a cambiare gli equilibri. Dallo scoppio della guerra nel Golfo, il prezzo del diesel ha imboccato una traiettoria ascendente che non lascia margini: da 1,676 a 2,005 euro al litro. Quasi il 20% in più, certifica l’Ufficio studi della Cgia di Mestre. Un aumento che, nonostante il taglio di 20 centesimi sulle accise introdotto dal governo il 19 marzo, si traduce in un conto salato per l’autotrasporto merci: circa 1,5 miliardi di euro di extracosti.

Se si allarga lo sguardo, il quadro appare ancora più teso. In analisi diffuse nelle settimane scorse, lo stesso Ufficio studi della Cgia aveva stimato che rispetto alla fine del 2025 il diesel è salito di circa 50 centesimi al litro, oltre il 30 per cento, con un aggravio che, nella gestione quotidiana, si traduce in centinaia di euro in più per ogni pieno di un mezzo pesante.

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