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Pensioni, effetto baby boomers: la loro uscita dal lavoro farà salire la spesa fino al 2041

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L’ondata di pensionamenti delle generazioni del baby boom sarà solo parzialmente compensata dall’innalzamento dei requisiti di pensionamento: la spesa per pensioni arriverà al 17,1% del Pil. È scritto nel Dfp

Resta precario l’equilibrio della spesa per pensioni. La sua incidenza sul Pil è cresciuta dal 14,9% del 2022 al 15,2% nel 2025, livello sul quale resterà anche quest’anno, si legge nel Documento di finanza pubblica, mentre dal prossimo anno ci sarà un leggero aumento: 15,4% e poi 15,5% nel 2028 e 2029. 

Il peso delle generazioni del baby boom

Ma è soprattutto nei 10-15 anni successivi che la spesa galopperà, secondo lo scenario a legislazione vigente, «fino a raggiungere il 17,1% del Pil nel 2041, livello sul quale si mantiene per il successivo triennio». La colpa, si legge nel documento, è delle dinamiche demografiche: in particolare l’ondata di pensionamenti «delle generazioni del baby boom solo parzialmente compensata dall’innalzamento dei requisiti minimi di accesso al pensionamento» e dall’entrata a regime del meno generoso sistema contributivo. 

Il ritorno alla normalità

Poi, dal 2045 in poi, la gobba della spesa diminuirà, fino a toccare il 14% del Pil nel 2070 grazie alla graduale scomparsa delle stesse generazioni del baby boom e agli effetti

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