
di Serena Palumbo
La ministra dell’Ambiente, Irene Vélez: «Siamo chiamati ad adottare questa misura per salvaguardare i nostri ecosistemi»
Gli ippopotami di Pablo Escobar rischiano l’abbattimento. A comunicarlo sono state le autorità colombiane, che hanno autorizzato un piano destinato a ridurre drasticamente la presenza degli esemplari oggi liberi in alcune aree del centro del Paese. Una decisione maturata al termine di un lungo percorso segnato da diversi tentativi che si sono rivelati, nel tempo, insufficienti.
Le motivazioni indicate riguardano la sicurezza delle comunità locali e la tutela degli equilibri ambientali. La ministra dell’Ambiente, Irene Vélez, ha spiegato che la scelta è il risultato di valutazioni approfondite. Negli anni passati si è cercato di contenere la crescita della popolazione attraverso programmi di sterilizzazione e trasferimenti in strutture zoologiche. Interventi complessi e costosi che, però, non hanno prodotto risultati duraturi. «Siamo chiamati ad adottare questa misura per salvaguardare i nostri ecosistemi», ha dichiarato.
Quello colombiano resta un caso unico al di fuori del continente africano. La presenza degli ippopotami risale agli anni Ottanta, quando Pablo Escobar fece importare quattro esemplari per il proprio zoo privato allestito nella Hacienda Nápoles, il ranch del narcotrafficante situato nella valle del




