
Chi passa sotto costa dall’Iran con l’autorizzazione dei Pasdaran poi viene bloccato o controllato dagli americani. E chi passa in acque internazionali ha il rischio mine
L’Iran ha annunciato la riapertura dello Stretto di Hormuz a tutte le navi commerciali, petroliere comprese, fino alla fine della tregua con gli Stati Uniti. Il cessate il fuoco dura fino al 21 aprile. E già si sta affacciando alle 16 ora italiana la nave da crociera senza passeggeri Celestyal Discovery battente bandiera maltese. Se la reazione delle quotazioni delle materie prime energetiche è stata immediata al ribasso – con il Brent che alle 16 italiane in calo del 10% a 89 dollari al barile, il Wti americano dell’11% a 84,2 dollari e il gas in Europa dell’8% a 39,2 euro al megawattora – non può essere così immediata la ripartenze delle navi. «Questo perché- spiega Gian Enzo Duci, docente di Ship Management all’Università di Genova – chi passa sotto costa dall’Iran con l’autorizzazione dei Pasdaran poi viene bloccato o controllato dagli americani e chi passa in acque internazionali ha il rischio mine (gli iraniani hanno minato lo Stretto e lo sminamento non è stato completato) e a questo si aggiunge il tema delle polizze




