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Estirpare un vigneto? «Una sconfitta imprenditoriale»

Il tema delle estirpazioni dei vigneti è tornato con forza nel dibattito del settore vitivinicolo. Il calo dei consumi registrato negli ultimi anni in diversi mercati internazionali e l’aumento delle giacenze hanno riaperto la discussione su possibili interventi per ridurre la produzione. Una questione che riguarda in particolare alcuni paesi europei e che inevitabilmente entra anche nelle riflessioni degli operatori presenti a Vinitaly.

Un investimento agricolo di lungo periodo

La viticoltura richiede tempi lunghi e capitali importanti. Dall’impianto di un vigneto alla piena produttività possono passare diversi anni, e i costi di gestione sono elevati. Per questo molti operatori sottolineano come la scelta di piantare nuovi vigneti dovrebbe sempre essere accompagnata da una chiara strategia di mercato.

Estirpare un vigneto? «Una sconfitta imprenditoriale»

Dall’impianto di un vigneto alla piena produttività possono passare diversi anni

Tuttavia bisogna anche tenere conto dei cambiamenti climatici in atto. Secondo i dati presentati al Vinitaly da Cia-Agricoltori italiani, il vigneto Italia rappresenta un asset da 56 miliardi di euro, costruito su circa 670mila ettari coltivati e una produzione che supera i 44 milioni di ettolitri annui. Tuttavia nel solo 2025, in Italia si sono registrati quasi 380 eventi climatici estremi, tra siccità, precipitazioni intense e grandinate. Una frequenza che, se mantenuta

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