L’Inter è uscita dagli spogliatoi del Sinigaglia di Como completamente rigenerata sul piano psicologico. Merito del lavoro del tecnico nerazzurro, che tra un tempo e l’altro non alza mai i toni. Anzi…
Giornalista
14 aprile – 19:18 – MILANO
Il risultato finale sta tutto nel linguaggio del corpo: la corsa sotto il settore, le braccia al cielo, i pugni chiusi. Vittoria. Tutt’altro che scontata, per come si era messa a Como. Esattamente come non era banale agguantare i tre punti pure contro Roma, Juve, Pisa, Verona, Fiorentina, sempre per come erano andate ad incanalarsi le partite citate. Dev’esserci qualcosa, nell’aria dello spogliatoio dell’Inter, che dopo l’intervallo riesce a cambiare radicalmente il pensiero di Thuram e soci. E la risposta è una. Anzi, uno: Cristian Chivu, uomo molto attento ed interessato all’aspetto psicologico non solo da allenatore ma già da tempi in cui la professione era quella di calciatore. A cavallo tra un tempo e l’altro, difficilmente il tecnico nerazzurro finisce per scomporsi negli spogliatoi tra rimproveri e urla. L’unico caso in cui era successo riporta a Torino, verso la metà di settembre, quando l’Inter




