
nalisi della presenza statunitense in Italia: 120 siti, 18.000 persone e mille aziende coinvolte. Cosa succederebbe in caso di tagli ai reparti.
Qualora Donald Trump decidesse di ritirare parte delle truppe statunitensi dalle basi presenti sul suolo italiano, dovrebbe anche semplificare e alleggerire gli schieramenti di reparti appartenenti alla Marina (precisamente alla Sesta flotta della Us Navy), all’aviazione (Usaf) e all’esercito (Us Army). Con due problemi non da poco da risolvere.
Il primo: il tycoon ha meno opzioni rispetto a quanto si accinge a fare in Germania, poiché, per esempio, Napoli è di fatto il quartier generale europeo della sua Marina nel quale lavorano migliaia di persone. Secondo, lo stesso dovrebbe fare a Vicenza (Caserma Ederle e base Cà del Din, ovvero l’ex aeroporto Dal Molin), dove opera la 173ª Brigata aviotrasportata dell’esercito, la forza d’intervento rapido in caso di crisi in Europa e in Africa.
Il paradosso economico di Vicenza e la sicurezza di Aviano
Qui negli ultimi cinque anni è stato realizzato un polo residenziale con 470 abitazioni, un investimento da 500 milioni di dollari ancora da completare – il fine lavori è previsto entro il 2028 – investimento che sarebbe vanificato. Terza per importanza è la




