di Emily Capozucca
L’Italia resta primo produttore mondiale: si conferma il predominio del Veneto, che concentra oltre un terzo del valore dell’export italiano e circa un quarto della produzione nazionale
Il vino italiano rallenta ma non perde il suo peso globale. Nel 2025 le vendite dei principali produttori calano del 2,8% rispetto al 2024, frenate soprattutto dall’export (-3,4%) in particolare dalla debolezza del mercato americano (-6,3%). Eppure l’Italia conferma la sua leadership internazionale: resta il primo produttore mondiale di vino e continua a rafforzare il saldo commerciale del settore, salito a 7,2 miliardi di euro.
Il quadro emerge dall’Indagine sul settore vinicolo dell’Area Studi Mediobanca, che analizza 255 società con ricavi superiori ai 20 milioni. Un comparto che vale complessivamente 12 miliardi di euro, metà dei quali generati oltreconfine.
E proprio l’estero è il fronte più complesso: gli Stati Uniti, primo mercato extraeuropeo, segnano un crollo del 6,3%, mentre l’Unione Europea arretra del 2,8%. Tiene, pur con un lieve segno meno, il Regno Unito, fermo a –0,7%. La flessione non colpisce tutti allo stesso modo. A soffrire di più sono le imprese di minore dimensione, con ricavi inferiori ai 30 milioni, che registrano un calo del giro d’affari



