di Mario Gerevini
Il caso del tour operator «Michelangelo International» di Riva del Garda che si è opposto alla registrazione europea: «Non possono vendere viaggi». Il marchio con la grafia del Buonarroti
Nel nome (e nel segno) di Michelangelo un imprenditore del turismo di Riva del Garda, Lorenzo Risatti, si è messo contro il Vaticano. La Santa Sede voleva registrare il marchio “Michelangelus”. E la Fabbrica di San Pietro, l’antichissimo ente vaticano nato per progettare, costruire e poi mantenere la Basilica di San Pietro, aveva avviato le pratiche all’ Euipo (European Union Intellectual Property Office), cioè l’ufficio dell’Unione Europea che autorizza e gestisce i marchi dell’Ue.
La nota di opposizione
Tutto a posto finché, inaspettatamente, il 7 aprile, lo stop: ad Alicante in Spagna, sede dell’ Euipo, arriva una nota di opposizione alla registrazione. In sostanza dice che il Vaticano non può utilizzare la denominazione Michelangelus come gli pare, cioè per 14 classi merceologiche, dalle pentole agli eventi musicali. E pazienza che alcune delle più grandi opere di Michelangelo Buonarroti siano dentro le mura vaticane, che lui stesso sia stato architetto capo della Fabbrica e che il latino sia piuttosto affine al linguaggio della Chiesa. La pratica si




