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Mazzoncini (A2A):«La spinta delle rinnovabili: più investimenti prima, poi meno costi e volatilità»

di Daniele Manca

Il ceo: «L’80% dei 2,2 miliardi di margine arriva infatti dalla remunerazione delle nostre infrastrutture. Solo 400 milioni dalle bollette»

Allora, queste bollette?
«Sono alte».

Questo lo sanno bene famiglie e imprese
.
«E anche noi».

E allora?

«E allora, non si pensi che basti qualche provvedimento emergenziale per abbassarle strutturalmente, ci si esporrebbe a delle delusioni. Il sollievo sarà momentaneo, che per carità, è utile per andare incontro ai più fragili e alle imprese, come si conviene a un Paese che tiene ai suoi cittadini. Ma non è risolutivo».

Ripeto e allora?

«Vede, l’energia, l’elettricità vanno affrontate per quello che sono e soprattutto per quello che sono diventate nell’era delle rinnovabili: delle infrastrutture. Per cambiare una tendenza, per invertirla, serve grande lucidità e visione che va ben oltre quello che accade il mese o l’anno prossimo. È meno difficile di quello che sembra».

Sarà meno difficile, ma non facile?
«Non ho detto che sia facile. Ma basterebbe applicare quello che il governo ha scritto nel Piano nazionale integrato energia e clima, che non a caso è un piano decennale, come si deve quando si parla di infrastrutture. Lo sguardo lungo è tutto».
Renato Mazzoncini è stato appena riconfermato alla guida di A2A, la

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