
Pezzi importanti dell’establishment repubblicano remano contro il vicepresidente, che può però contare su colletti blu, Silicon Valley e trumpisti freddi verso il governo israeliano
La Rubrica - Outside the Beltway: cronache e analisi di politica Usa
Sono già iniziate le manovre in vista delle primarie presidenziali repubblicane del 2028. Non è un mistero che, almeno per ora, i due principali candidati saranno potenzialmente JD Vance e Marco Rubio. In questo quadro, secondo Axios, un pezzo importante del vecchio establishment repubblicano avrebbe cominciato a remare contro l’attuale vicepresidente americano. E infatti il Wall Street Journal ha recentemente pubblicato una serie di articoli particolarmente critici nei suoi confronti.
Del resto, a non amare Vance sono soprattutto i conservatori filoisraeliani, che non hanno affatto gradito gli strali da lui lanciati contro Benjamin Netanyahu e il suo governo. Non solo. Quest’area del Partito repubblicano non vede neanche di buon occhio l’impegno profuso dal vicepresidente a favore della diplomazia con Teheran e continua a considerarlo politicamente troppo vicino al giornalista Tucker Carlson che ha recentemente rotto con Donald Trump proprio sul conflitto iraniano. D’altronde, già a metà luglio, Politico riferiva che Vance si fosse alienato le simpatie di una parte dei finanziatori repubblicani collocati su posizioni filo-israeliane. Sotto questo




