
di Sara Gandolfi
La compagnia Critical Metals sfrutterà il più grande giacimento di terre rare pesanti, al di fuori della Cina. Saranno poi lavorate in Lousiana, governata dall’inviato speciale nominato da Trump per controllare l’isola artica
Gli Stati Uniti mettono le mani sulla Groenlandia, via Wall Street. Attraverso una serie di operazioni finanziarie, la compagnia Critical Materials, fondata in Usa nel 2022, ha preso il controllo totale di un importante deposito di terre rare della Groenlandia, il più importante al di fuori della Cina.
Il giacimento di Tanbreez, nel sud dell’isola (dove è stato appena aperto anche un nuovo aeroporto), è considerato come uno dei più grandi e ricchi al mondo, in particolare di elementi pesanti, come terbio, disprosio e ittrio.
Per mesi, Donald Trump ha minacciato di utilizzare la forza per «prendere il controllo» dell’isola artica e delle sue abbondanti ricchezze minerarie, strappandola alla Danimarca, di cui è «territorio autonomo», e scontrandosi con l’Unione Europea. A gennaio, durante il World Economic Forum di Davos, il presidente americano aveva però fatto marcia indietro su un possibile intervento militare – «I won’t use force», aveva detto nel suo discorso fiume di 72 minuti – ma aveva reclamato «negoziati immediati»:




