
La n.1 del circuito femminile non fa sconti: “Meritiamo una percentuale di guadagno maggiore. Spero davvero che tutte le trattative in corso ci portino, prima o poi, alla decisione giusta, a una conclusione che soddisfi tutti”. Swiatek più cauta
I giocatori sembrano decisi a passare alle maniere forti, politicamente parlando. “Penso che a un certo punto boicotteremo, sento che potrebbe essere l’unico modo per lottare per i nostri diritti”, ha detto in conferenza stampa al Foro Italico la numero 1 del mondo Aryna Sabalenka, interrogata sul contenzioso tra i tennisti e i tornei del Grande Slam. Gli atleti rivendicano una percentuale più alta dei premi rispetto ai ricavi generati dai Major, oltre a maggiori tutele dal punto di vista sanitario e pensionistico. La vicenda va avanti da un anno e, negli ultimi giorni, si è riaccesa con l’annuncio del montepremi 2026 da parte degli organizzatori del Roland Garros: +9,5% rispetto al 2025, per un totale di 61,7 milioni di euro. A quel punto, una ventina di top player tra cui Sinner, Djokovic, Alcaraz, Sabalenka e Gauff, hanno diffuso una nota di disappunto, spiegando che il prize money di Parigi sarebbe inferiore al 15% dei ricavi del torneo stimati in oltre




