
di Francesco Rosano
L’ex premier intervistato a Bologna alla festa per i 150 anni del Corriere della Sera: «Stupido staccarsi come unico Paese dal Patto di stabilità. Va cambiato, ma da tutti. L’opposizione non è pronta a offrire un’alternativa di governo»
«Mi chiede se al centrosinistra serve un altro Prodi? No, ce ne vuole uno migliore! Il passato non si ripete, ma la battaglia politica è bella… Quando mi hanno segato alla Presidenza della Repubblica a me non piaceva fare il Presidente della Repubblica, ma il presidente del Consiglio. E confesso che quando passo da piazza Colonna ho ancora una certa nostalgia…». Ospite della masterclass con gli studenti dell’Ateneo bolognese organizzata dal Corriere della Sera per i celebrare a Bologna i 150 anni del quotidiano, Romano Prodi si confessa a tutto tondo al caporedattore centrale quotidiano, Marco Ascione. Senza risparmiare critiche al governo, che chiede alla Ue di allentare il Patto di stabilità per i costi dell’energia («Farlo da soli darebbe un errore gravissimo, da somari»); né all’opposizione di centrosinistra, che sogna la rivalsa elettorale («Non è pronta a offrire un’alternativa, ma non lo sono neanche il governo e la maggioranza»).
«L’opinione pubblica non ne può più




