
L’intervento dopo le polemiche per il raduno attaccato dalle associazioni femministe per presunti rischi di molestie. La prima cittadina: «Potenziati i presidi di sicurezza, creato canali di ascolto rapido e sensibilizzato le forze dell’ordine per intervenire tempestivamente»
«Non cadere nella trappola del pregiudizio» e non «fare leva sui timori dei cittadini per trasformali in inutile polemica politica». La sindaca di Genova, Silvia Salis, interviene così sulle polemiche che nei giorni scorsi hanno infuocato il capoluogo ligure in vista dell’Adunata degli Alpini.
Il riferimento è alle scritte e ai volantini che sono comparsi nei giorni scorsi in centro storico in cui si parla di “Alpini molestatori», facendo riferimento alle adunate di Biella e Rimini in particolare, quando Non Una di Meno aveva raccolto 150 testimonianze di molestie e catcalling. A Genova, il prossimo weekend, arriveranno circa 400mila persone per la 97esima adunata nazionale, migliaia di penne nere che si mescoleranno a una città di 560mila abitanti. Nei giorni scorsi le attiviste femministe di Non Una Di Meno hanno protestato contro l’evento (assegnato alla città nel 2024, anno dell’amministrazione di Marco Bucci) parlando di «celebrazione della mascolinità tossica», e dalla Rete di Donna per la Politica Odv, in vista dell’Adunata dell’8, 9 e




