
di Lorenzo Cremonesi
Il presidente e la strategia di inviare droni di terra nelle zone più a rischio: «Abbiamo obbligato i russi alla resa, non abbiamo perso neppure un nostro soldato»
La guerra del futuro è già una ben consolidata realtà per i tecnici militari e le unità di droni ucraini impegnati sul fronte russo. Immaginate non più soltanto i droni nel cielo che osservano i movimenti del nemico e lanciano attacchi kamikaze, ma anche piccole autoblindo armate comandate a distanza, droni terrestri che sparano e depongono mine, e soprattutto robot-soldato che vanno all’attacco totalmente incuranti del fuoco nemico. Un ottimo sistema per risparmiare le vite dei propri uomini, specialmente quando gli uffici reclutamento segnalano la mancanza di nuove leve e il fronte è sguarnito.
Volodymyr Zelensky ha annunciato martedì che «per la prima volta è stata sconfitta e catturata una posizione russa utilizzando unicamente robot di terra e droni». A suo dire, un successo totale. E un precedente che senza dubbio farà scuola. «La nostra operazione ha obbligato i russi alla resa. Noi non abbiamo perso neppure un nostro soldato», ha specificato il presidente ucraino. Non è strano in questo contesto che ultimamente sia l’Arabia Saudita




