
di Serena Palumbo
Da quasi quarant’anni la struttura di via Salesina 9 rappresenta un punto di riferimento per il recupero dei cani in difficoltà. Domenica 10 maggio l’Open day per promuovere adozioni responsabili
Jason è anziano. È stato abbandonato dai proprietari. Si muove con lentezza, come chi ha imparato a non aspettarsi più nulla. Yago convive con l’epilessia. La sua quotidianità è fragile, ma lui l’affronta con grande grinta. Alvin, invece, osserva da lontano. Non si avvicina facilmente. La fiducia, per lui, è ancora un rischio. Mentre Tiger porta addosso una violenza prolungata. Non solo nel corpo, ma nei gesti e nella memoria.
All’interno del rifugio Uai di Milano, le storie di questi cani scorrono su un confine sottile tra ciò che è stato e ciò che può ancora diventare. Percorsi differenti che trovano nello stesso luogo una possibilità comune: il recupero. Non immediato, ma graduale. Rispettoso dei tempi di ciascuno, ma soprattutto costruito nei gesti quotidiani, nelle routine che danno sicurezza, nei segnali che si fanno sempre più chiari. E nella fiducia che, con il tempo, trova modo di crescere.
Da quasi quarant’anni la struttura di via Salesina 9 – periferia est della città,




