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Trump frena sull’Iran: diplomazia, Hormuz e crisi degli intercettori Usa

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Dopo aver minacciato un’offensiva senza precedenti contro Teheran, il presidente americano torna a puntare sul negoziato. Sul tavolo la riapertura dello Stretto di Hormuz, il dossier nucleare e la crescente penuria di intercettori che mette sotto pressione la capacità militare degli Stati Uniti.

Donald Trump torna a cambiare rotta. Dopo giorni di minacce di un’offensiva senza precedenti contro l’Iran e dopo aver annunciato di essere stato pronto a ordinare «il più grande attacco militare dalla Seconda Guerra Mondiale», il presidente americano ha nuovamente scelto la strada della diplomazia, rinviando un’operazione che sembrava ormai imminente. La decisione, secondo lo stesso Trump, sarebbe maturata dopo le pressioni degli alleati arabi del Golfo, preoccupati che un’ulteriore escalation possa incendiare l’intera regione. La nuova svolta arriva in un momento particolarmente delicato. Sul tavolo ci sono due dossier strettamente collegati: la riapertura dello Stretto di Hormuz, chiuso di fatto dalle tensioni militari, e la possibilità di rilanciare un negoziato sul programma nucleare iraniano. Due obiettivi che Washington tenta di raggiungere per via diplomatica dopo sei mesi di conflitto, senza essere riuscita finora a ottenere risultati duraturi con la pressione militare. Domenica Trump ha annunciato che i colloqui sarebbero iniziati lunedì pomeriggio. «Eravamo pronti a

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