«Per dimagrire devi togliere la pasta»: è uno dei consigli nutrizionali più diffusi e, insieme, meno fondati. Gli studi internazionali convergono: mangiare porzioni adeguate di pasta non fa ingrassare e, in diversi casi, chi la consuma regolarmente ha addirittura un peso più contenuto rispetto a chi la evita.
A spazzare via quattro decenni di “carbofobia” sono i numeri. Un trial clinico italiano coordinato dall’Università di Parma ha messo a confronto due gruppi di persone obese sottoposte alla stessa dieta a ridotto apporto calorico: gli uni mangiavano pasta cinque volte a settimana, gli altri meno di tre. Risultato: il dimagrimento è stato lo stesso. A determinare il calo di peso, insomma, non è il singolo alimento, ma il bilancio energetico complessivo. Lo conferma su scala più ampia uno studio durato 12 mesi pubblicato su JAMA, una delle riviste mediche più autorevoli al mondo: nessuna differenza di peso tra chi seguiva una dieta sana a basso contenuto di grassi e chi una dieta sana a basso contenuto di carboidrati. E non contavano nemmeno il profilo genetico o i livelli di insulina di partenza.
E allora come si spiega il rapido calo di peso promesso dalle diete low-carb nei primi giorni? In gran




