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Tinto Brass e le sue donne: le due mogli e le muse, da Stefania Sandrelli (che svoltò) a Claudia Koll (che lo rinnegò)

di Federica Bandirali

Sensualità, provocazione e successo: le protagoniste che hanno contribuito a costruire l’immaginario del regista veneziano. Chi sono storie delle donne che hanno attraversato la sua vita

Da Stefania Sandrelli a Serena Grandi, da Debora Caprioglio a Claudia Koll, passando per Francesca Dellera e Anna Galiena: le donne sono sempre state al centro del cinema di Tinto Brass. Attrici, muse e protagoniste di un universo cinematografico nel quale sensualità, ironia e provocazione si sono intrecciate per oltre mezzo secolo. Il regista veneziano ha saputo trasformare alcune interpreti in vere icone popolari, contribuendo a costruire un immaginario che ancora oggi divide e affascina. La svolta arriva nel 1983 con «La chiave», quando sceglie Stefania Sandrelli, attrice già affermata, affidandole un ruolo che segnerà profondamente la sua carriera. Due anni dopo, con «Miranda», è Serena Grandi a conquistare il pubblico: la sua presenza scenica e la sua personalità la trasformano in uno dei volti simbolo del cinema del regista. Un successo che prosegue con Debora Caprioglio, protagonista di «Paprika» nel 1991, film che la consacra come una delle attrici più popolari degli anni Novanta. La sua carriera continuerà poi soprattutto in teatro e in televisione. Nel 2024,

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