di Valentina Iorio
Lo storico dell’economia: «Non credo alle previsioni apocalittiche sull’intelligenza artificiale. La Cina? Sta investendo sulle rinnovabili. Gli Usa presto la seguiranno»
Il mercato delle idee «è più vivo che mai». Lo storico dell’economia Joel Mokyr, vincitore del Nobel nel 2025, con Philippe Aghion e Peter Howitt, ne è convinto. Il numero di studi scientifici che vengono pubblicati ogni anno continua a crescere, le scoperte aumentano ed esistono canali un tempo inimmaginabili per far circolare idee e conoscenze. Tuttavia, le derive populiste, la sfiducia nei confronti delle istituzioni e le tensioni geopolitiche rischiano di soffocare il progresso. Ed è questo a rendere un po’ meno ottimista il professore di Economia e Storia della Northwestern University. L’Economia del Corriere della Sera lo ha incontrato a Milano, in occasione della sua lectio magistralis per il ventennale del Centro Dondena dell’Università Bocconi.
Il prospetto dell’Ipo di Anthropic delinea un futuro di grandi promesse ma anche rischi legati all’intelligenza artificiale, quanto ci dobbiamo preoccupare?
«Ogni nuova invenzione presenta dei rischi. Ma non credo alle previsioni apocalittiche secondo cui l’intelligenza artificiale annienterà l’umanità. L’Ai è uno strumento. Abbiamo bisogno di esperti, accademici che valutino cosa può e cosa non può




