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Timori per la cybersicurezza: BYD finisce nel mirino di 14 eurodeputati

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Dal canto suo, BYD ha dichiarato che nessun dato elaborato o archiviato, nel cloud o all’interno di un veicolo, può essere consultato da remoto dalla Cina e che i clienti mantengono il controllo dei propri dati. “BYD Europe non mette tali dati a disposizione delle entità BYD o di terze parti in Cina“, ha dichiarato la filiale alla Reuters.

Kalfon ha inoltre fatto riferimento a non meglio precisate misure adottate da Polonia, Regno Unito e Israele e ha sostenuto, senza citare alcun marchio automobilistico, che alcuni soldati norvegesi hanno di recente scoperto di essere stati filmati da alcuni veicoli cinesi noleggiati durante un’esercitazione militare, che hanno anche registrato i loro codici di accesso alle basi militari.

Gli eurodeputati vogliono quindi sapere se la Commissione intenda limitare l’accesso dei veicoli cinesi alle infrastrutture strategiche ed escludere BYD dagli appalti pubblici. Sebbene a settembre la Commissione abbia proposto nuove norme per le gare che potrebbero aumentare la componente europea nelle offerte vincitrici, l’azienda di Shenzhen potrebbe comunque parteciparvi, perché dispone di uno stabilimento produttivo in Ungheria e sta progettando altri impianti nel continente.

In genere, la Commissione europea ha sei settimane di tempo per rispondere alle interrogazioni degli eurodeputati. Intanto, Kalfon ha