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Tether e il portafoglio da 5,4 miliardi: dopo Bitcoin e oro, adesso Devasini e Ardoino puntano sui robot umanoidi

di Francesco Bertolino

Mentre minaccia la sovranità monetaria di interi Paesi con la sua stablecoin, il gruppo con sede a El Salvador sta diversificando gli investimenti grazie a 30 miliardi di utili in tre anni. Le partecipazioni in Italia

La sovranità monetaria della Nigeria è in pericolo. L’avvertimento è del Fondo monetario internazionale, che ha invitato il governo di Abuja a rafforzare la credibilità della sua valuta. A minacciarla è una società con sede a El Salvador e controllata da due italiani, Giancarlo Devasini e Paolo Ardoino, rispettivamente il primo e il quarto uomo più ricco d’Italia: l’ormai celebre Tether. Nel giro di un anno, stima l’Fmi, gli abitanti della Nigeria hanno incassato quasi 60 miliardi di dollari in stablecoin. Gran parte di questi flussi in entrata è denominata in UsdT, la valuta digitale ancorata al dollaro di Tether che è diventata il biglietto verde digitale (privato) per molte economie in via di sviluppo

Gli utenti di Tether

Oggi sono in circolazione UsdT per l’equivalente di 184 miliardi di dollari, utilizzati ogni giorno per scambi del valore medio di 50 miliardi. La moneta di Tether è la fiche di riferimento nel casinò delle cripto, utilizzata per acquistare

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