
Valerio Giordani, mental coach e da diciotto stagioni calciatore, spiega come si allena la testa quando la posta in gioco sale: i segnali da riconoscere e gli strumenti per ritrovare presenza
Laerte Salvini
25 luglio – 15:53 – MILANO
Nello sport si parla molto di preparazione atletica, tecnica, tattica. Molto meno di ciò che accade nella testa quando la pressione aumenta, eppure è spesso lì che una prestazione si costruisce o si sgretola. Ne parliamo con Valerio Giordani, che il tema lo affronta da due lati: mental coach professionista dal 2023, e calciatore alla diciottesima stagione, sei anni di campionati di vertice con il Trastevere e quasi dieci in Serie A di beach soccer.
il primo passo—
Prima delle tecniche, prima degli esercizi, c’è una condizione d’ingresso. E non è negoziabile. “Chiedo una sola dote, per me fondamentale: la sincerità. Verso se stessi, e verso di me. Creare un rapporto vero, autentico, è l’inizio per raggiungere una conoscenza totale del proprio sé. Da lì si costruisce un percorso su misura, perché ogni atleta è diverso”.
come analizzare—
Il punto è che l’atleta, quasi sempre, è l’ultimo



