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Stop cinese ai magneti, l’appello della Lafert: «Effetti pesanti se si arriverà a fine anno: abbiamo delle scadenze già fissate con i clienti»

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di Federico Nicoletti

Confindustria Veneto Est preme sugli Esteri: «Servono quanto prima azioni rapide, intervenga la politica»

Lafert, Confindustria Veneto Est entra in campo, per cercare di sbloccare i magneti cinesi, evitando «effetti pesanti» nel 2027. «La situazione va risolta il prima possibile, a settembre, trovando una soluzione per l’anno prossimo». 

Parla da manager per cui il rispetto delle scadenze fissate con i clienti e la prima regola, Cesare Savini, amministratore delegato di Lafert, l’azienda di San Donà di Piave, nel Veneziano, gioiello dei motori elettrici, acquisita alcuni anni fa dai giapponesi di Sumitomo. Impresa che si trova impigliata in un braccio di ferro internazionale, in cui allo scontro Europa-Cina si assomma quello tra Cina e Giappone intorno ai rischi di un’invasione di Taiwan, che non lascia spazio a facili ottimismi su una soluzione.
La questione riguarda le conseguenze di quanto emerso il 24 luglio. In ritorsione al 21 esimo pacchetto di sanzioni Ue alla Russia per la guerra d’aggressione in Ucraina, che aveva colpito aziende fornitrici ai russi di materiale a doppio uso, sia civile che militare, tra cui 14 società cinesi e di Hong Kong, il ministero del commercio della Cina aveva bloccato le esportazioni di

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