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Stipendi solo su conti personali: l’idea dello stop ai conti cointestati (con il marito) per ridurre il gap finanziario delle donne

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Proposta di legge di Elena Murelli (Lega) per obbligare l’accredito degli stipendi su conti individuali: obiettivo più autonomia economica e meno disparità di genere nei rapporti finanziari

Un conto corrente personale, su cui ricevere direttamente lo stipendio, come primo tassello dell’autonomia economica femminile. È questa la convinzione della senatrice Elena Murelli, prima firmataria di un disegno di legge che punta a imporre ai datori di lavoro l’accredito delle retribuzioni esclusivamente su conti intestati al singolo dipendente, come riportato da Il Sole 24 Ore.

I conti cointestati

«Dal 2018 il pagamento degli stipendi deve avvenire tramite strumenti tracciabili, come il conto corrente», ha spiegato Murelli a Parlamento 24. «Tuttavia la normativa non specifica che il conto debba essere intestato al lavoratore. Questo lascia spazio all’utilizzo di conti cointestati e può alimentare il cosiddetto gender gap finanziario: il reddito della donna può finire sotto il controllo del partner o del coniuge». Una situazione che, ha aggiunto, può riguardare in generale tutti i lavoratori e che si intreccia anche con il tema del caporalato.

La proposta di legge

Da qui la proposta di legge AS 763, che mira a rendere obbligatorio per i datori di lavoro il versamento dello stipendio su un conto

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