
Tra annunci e incognite operative, il nuovo contributo per genitori separati prende forma: chi potrà ottenerlo, quanto vale e perché i tempi restano incerti
Tra annunci, risorse già stanziate e nodi ancora da sciogliere, il bonus casa per genitori separati si avvicina, ma non è ancora operativo. Ecco cosa sappiamo davvero ad oggi, come potrebbe funzionare e quali sono i tempi realistici.
Bonus casa genitori separati: cos’è e come dovrebbe funzionare
L’idea alla base è semplice: sostenere economicamente i genitori separati o divorziati che, dopo la fine della convivenza, lasciano la casa familiare e devono sostenere un secondo costo abitativo. Una situazione sempre più frequente, soprattutto nei grandi centri urbani, dove affitti e mutui incidono in modo rilevante sui redditi. L’annuncio del ministro Matteo Salvini parla di un contributo mensile compreso tra i 400 e i 500 euro, erogato per un massimo di un anno. L’obiettivo dichiarato è quello di garantire una soluzione temporanea, utile a coprire la fase più critica successiva alla separazione, quando si deve trovare una nuova sistemazione. La misura avrebbe una durata triennale, dal 2026 al 2028, con uno stanziamento complessivo di circa 60 milioni di euro. Tradotto significa circa 15mila beneficiari nell’arco dei tre




