di Redazione Economia
L’importo dei buoni pasto per i dipendenti delle amministrazioni centrali è fermo da quasi 15 anni e entro poco tempo potrebbe salire oltre i tradizionali 7 euro
L’importo dei buoni pasto per i dipendenti delle amministrazioni centrali è fermo da quasi 15 anni ed entro poco tempo potrebbe salire oltre i tradizionali 7 euro: secondo Il Messaggero, che cita un articolo della bozza del contratto dei ministeriali per il triennio 2025-27, l’ipotesi potrebbe essere presa in considerazione già da questa settimana durante la trattativa tra Aran e sindacati. Antonio Naddeo, presidente dell’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle PA, ha definito la disposizione una «norma-gancio»: per modificarla, ha spiegato, servirà comunque un intervento legislativo. Anche perché le singole amministrazioni, da sole, non hanno le risorse per finanziare l’aumento. La partita vera si giocherà quindi in legge di Bilancio, dove andranno trovate le coperture.
L’ipotesi 10 euro
Un’ipotesi circola già tra i rappresentanti dei lavoratori. Marco Carlomagno, segretario generale della Federazione lavoratori pubblici, ha calcolato che «basterebbero 180 milioni di euro per portare i buoni pasto dei dipendenti coinvolti a 10 euro». La sua preoccupazione, però, è un’altra: «I dipendenti pubblici a pranzo hanno tutti diritto




