
di Luigi Ippolito
Ecco i 4 scenari per l’eventuale successione a Downing Street
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA – La crisi politica aperta a Londra dai risultati delle elezioni amministrative della scorsa settimana – che hanno visto una sconfitta storica del partito laburista a vantaggio degli opposti populismi di Reform (il partito di Nigel Farage) e dei Verdi – può svilupparsi secondo scenari assolutamente disparati.
Quello che appare però evidente è che neppure la schiacciante maggioranza, ottenuta dai laburisti alle elezioni parlamentari di meno due anni fa, è servita a stabilizzare una situazione britannica terremotata dallo choc del referendum sulla Brexit di dieci anni fa: da quella data si sono succeduti a Downing Street ben sei primi ministri – un fatto senza precedenti nella storia di stabilità del Regno Unito – e non è detto che fra non molto non se ne insedi un settimo.
Starmer azzoppato va avanti
Un primo scenario è che il primo ministro continui a resistere: dopo tutto, è quello che ha detto che intende fare. Le regole del partito laburista per la rimozione del leader sono molto più complicate di quelle dei conservatori: ed è su questo che Starmer fa leva, oltre al




