
Cresciuto nella primavera dell’Inter, il figlio d’arte ha già conquistato i tifosi nerazzurri anche per il modo di muoversi e giocare. E si prepara a sfidare i compagni del Bruges con cui ha giocato per due stagioni
Alle volte, gestire l’atterraggio su un pianeta cerchiato di anelli come San Siro rischia di diventare complesso anche per i piloti più esperti. Eppure, storicamente, resiste un’eccezione: quando a vivere l’impatto su un ambiente traboccante di entusiasmo e pressione è un figlio di Milano e dell’Inter, l’energia positiva del pubblico si moltiplica in maniera esponenziale. È successo lo scorso anno con Pio Esposito, costantemente sospinto da tutti i tifosi nerazzurri, sta succedendo nel corso di questa stagione con Aleksandar Stankovic. Certo, la base di partenza del centrocampista serbo è la ricca eredità tutta interista lasciata da papà Dejan, altro motivo per cui il più piccolo dei figli di Deki non poteva che essere amato sin da subito dal Meazza intero. Ma c’è pure una questione tecnica. Perché Aleks, da Stankovic senior, ha ereditato pure piedi buoni, caratteristiche profondamente simili a quelle del padre quando ancora faceva il calciatore e anche un po’ il suo modo di muoversi. Il colpo d’occhio finale lo dà




