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«Stand by Me» da 40 anni racconta come nessun altro il passaggio dall’infanzia all’adolescenza

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di Filippo Mazzarella

Il film di Rob Reiner usciva negli Usa l’8 agosto 1986. Tratto dal romanzo di Stephen King, segue quattro amici di 12 anni alla ricerca di un cadavere

La distribuzione italiana lo ha recentemente celebrato con una riedizione per le sale in 4K, ma Stand by Me – Ricordo di un’estate del compianto Rob Reiner compie in realtà i suoi quarant’anni dalla prima presentazione al pubblico statunitense l’8 agosto 1986 (e da noi li festeggerà addirittura a marzo del 2027). Tra tanti film che sono stati in grado di raccontare l’adolescenza, l’adattamento del racconto Il corpo di Stephen King (dalla raccolta Stagioni Diverse) è uno dei pochi ad aver invece raccontato il ricordo dell’adolescenza, con una riflessione sul tempo, sulla memoria e su quell’istante irripetibile della vita in cui l’amicizia sembra poter durare per sempre, prima che l’età adulta disperda inevitabilmente persone, luoghi e promesse. 

Il titolo del racconto è la chiave narrativa: il corpo di cui si parla è il cadavere di Ray Brower, un ragazzo scomparso nei boschi che, nel weekend del Labor Day del 1959, i quattro amici dodicenni Gordie (Wil Wheaton), Chris (River Phoenix), Teddy (Corey Feldman) e Vern (Jerry

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