di Giuliana Ferraino
Rendimenti americani ai massimi dal 2002. A Parigi gli Oat decennali sfiorano il 5%, nel giorno della manovra da 43 miliardi. In rosso i listini europei
Il rendimento del Btp decennale ieri è balzato fino al 4,80%, prima di chiudere al 4,69%, sui massimi dall’ottobre 2023. Lo spread con il Bund tedesco si è allargato di 16 punti base in una sola seduta, da 102 a 118 punti. Ma non è una crisi italiana. È una tempesta globale sui titoli di Stato, alimentata dal ritorno dell’inflazione, dall’enorme quantità di debito da finanziare e dal timore che le banche centrali debbano tenere i tassi alti più a lungo.
Il contagio attraversa Stati Uniti e Francia. Il Treasury decennale ha toccato il 5,34%, massimo dal 2002, per poi ripiegare verso il 5,27%. L’Oat francese è salito fino al 4,96%, prima di chiudere al 4,92%, con 140 punti di spread sul Bund, nel giorno in cui Parigi ha presentato una manovra da 43 miliardi tra tagli e aumenti delle entrate. Il Bund, al contrario, è stato comprato e il rendimento è sceso al 3,52%. È il «flight to quality»: quando cresce l’avversione al rischio, gli investitori




